Stati Uniti: nel 2025 l’inquinamento climatico torna a salire dopo anni di calo

Stati Uniti: nel 2025 l’inquinamento climatico torna a salire dopo anni di calo


Dopo un lungo periodo di diminuzione, nel 2025 le emissioni statunitensi di gas climalteranti registrano un nuovo aumento. A pesare non sono tanto le scelte politiche recenti, quanto una combinazione di fattori climatici, tecnologici ed economici che ha spinto verso un maggiore utilizzo di fonti fossili.

Secondo un’analisi del centro studi indipendente Rhodium Group, le emissioni legate alla combustione di carbone, petrolio e gas sono cresciute del 2,4% rispetto al 2024. Un dato che interrompe la tendenza positiva degli anni precedenti, quando gli Stati Uniti avevano progressivamente ridotto il proprio impatto climatico.

Tra le principali cause spicca l’inverno particolarmente rigido, che ha fatto aumentare il consumo di energia per il riscaldamento di abitazioni e uffici, spesso alimentato da gas naturale o combustibili liquidi. A questo si aggiunge la rapida espansione dei data center e delle attività legate alle criptovalute, settori altamente energivori che hanno fatto crescere in modo sensibile la domanda di elettricità.

Un altro elemento determinante è stato il rincaro del gas naturale, che ha reso più conveniente, in alcuni casi, il ricorso al carbone. Di conseguenza, la produzione elettrica da questa fonte è tornata a crescere, pur restando ben al di sotto dei livelli storici raggiunti nei primi anni Duemila.

Nel complesso, nel 2025 gli Stati Uniti hanno immesso in atmosfera circa 5,35 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente, con un incremento di oltre 120 milioni di tonnellate rispetto all’anno precedente. Un dato che segna anche una novità significativa: l’inquinamento è aumentato più rapidamente dell’economia, rompendo quel parziale disaccoppiamento tra crescita del PIL ed emissioni ottenuto negli ultimi anni grazie all’efficienza energetica e alle fonti pulite.


Rinnovabili in crescita, ma non sufficienti

Nonostante questo quadro, le energie rinnovabili continuano ad avanzare. La produzione da impianti solari ha registrato un balzo superiore al 30%, superando l’idroelettrico, mentre le fonti a zero emissioni coprono ormai oltre il 40% del mix elettrico nazionale. Tuttavia, questa crescita non è ancora riuscita a compensare del tutto l’aumento della domanda e il temporaneo ritorno alle fonti più inquinanti.

Gli analisti sottolineano che le recenti modifiche alle politiche ambientali federali non hanno avuto un ruolo diretto nei dati del 2025, poiché introdotte troppo di recente. I loro effetti, se ci saranno, potrebbero emergere solo nei prossimi anni.


Un segnale preoccupante per il futuro

Secondo diversi esperti, l’inversione di tendenza rappresenta un campanello d’allarme. Puntare nuovamente sui combustibili fossili rischia di frenare la competitività economica degli Stati Uniti e di peggiorare la qualità dell’aria, mentre il resto del mondo investe sempre più in tecnologie pulite, rinnovabili e sistemi di accumulo. Il 2025 potrebbe quindi non essere un semplice incidente statistico, ma l’anticipazione di uno scenario più complesso se non verranno rafforzate le strategie di transizione energetica.


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