Prezzi elettrici in forte aumento: caldo e gas spingono il mercato

Prezzi elettrici in forte aumento: caldo e gas spingono il mercato


Il caldo intenso, l'elevata richiesta di energia per il raffrescamento, il costo del gas e le difficoltà degli impianti di produzione stanno facendo salire rapidamente il prezzo dell'elettricità all'ingrosso in Italia. A incidere è anche la situazione del sistema energetico europeo, con una minore disponibilità di capacità produttiva in alcuni Paesi.

Il 3 agosto il prezzo medio giornaliero dell'elettricità sul mercato all'ingrosso italiano ha raggiunto 197,71 euro per MWh, il valore più elevato da gennaio 2023. Rispetto ai 165,39 euro registrati il giorno precedente, l'aumento è stato del 19,5% in appena 24 ore. Nel corso della giornata il prezzo ha inoltre raggiunto un picco di 305 euro/MWh. Per il 4 agosto era invece previsto un leggero ridimensionamento, con una media di 194,94 euro/MWh.

Secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, il forte incremento è legato a diversi elementi che stanno agendo contemporaneamente. Tra questi c'è innanzitutto il prezzo del gas, aumentato durante l'estate e ancora determinante nella formazione del prezzo dell'elettricità italiana. Le centrali a gas, infatti, continuano a svolgere un ruolo fondamentale nel determinare il prezzo marginale del mercato.

A complicare il quadro ci sono inoltre le temperature eccezionalmente elevate e la disponibilità limitata di acqua necessaria per il raffreddamento degli impianti termoelettrici. Al momento non risultano comunque fermi generalizzati delle centrali italiane a gas.


Consumi elevati per il caldo

L'ondata di calore ha provocato un forte incremento dei consumi elettrici, soprattutto per il funzionamento dei condizionatori. Le temperature sono risultate superiori di oltre 5 °C rispetto alla media stagionale, contribuendo a portare la domanda su livelli particolarmente elevati.

Anche l'industria continua a mantenere una domanda significativa di energia, nonostante il periodo estivo. Rispetto al passato, infatti, molte attività hanno posticipato la chiusura per le ferie.

In questo scenario, il differenziale tra il prezzo dell'elettricità all'ingrosso e i costi di produzione delle centrali a gas è arrivato a circa 50 euro/MWh.


Europa sotto pressione

Le difficoltà non riguardano soltanto l'Italia. In diversi Paesi europei la produzione idroelettrica è ai livelli minimi e la disponibilità degli impianti termoelettrici e nucleari è condizionata dalla scarsità d'acqua.

Particolare attenzione è rivolta alla Francia, dalla quale l'Italia importa una parte rilevante dell'elettricità. Durante la fase più intensa dell'ondata di calore, oltre 9 GW di potenza distribuiti su 12 reattori nucleari francesi sono stati interessati da riduzioni o interruzioni della produzione. Si tratta di circa il 15% della capacità nucleare francese.

La Francia produce con il nucleare circa il 68% dell'elettricità nazionale ed è il principale Paese esportatore verso l'Italia. Nell'ultima settimana considerata, il flusso medio dalla Francia verso il nostro Paese è stato di 3.534 MW, mentre la capacità disponibile sulla frontiera è risultata satura per il 97% del tempo.

La scarsità d'acqua rappresenta inoltre un rischio per gli impianti che necessitano di grandi quantità di acqua per il raffreddamento. In Ungheria, la centrale nucleare di Paks è stata completamente fermata a causa del basso livello del Danubio. In Romania, per lo stesso motivo, sono stati arrestati due reattori della centrale di Cernavoda.

Il rincaro è iniziato già a giugno

L'aumento dei prezzi elettrici non è un fenomeno iniziato con l'ondata di caldo di agosto. Il trend era già evidente nei mesi precedenti.

A giugno, il prezzo medio mensile si era attestato a 132,50 euro/MWh, con un incremento di 13,15 euro rispetto a maggio e del 18,5% rispetto a giugno 2025. Il Gestore dei Mercati Energetici aveva collegato la crescita soprattutto all'aumento degli acquisti e al lieve rialzo dei principali prezzi del gas.

A luglio, la media mensile è ulteriormente salita fino a 157 euro/MWh, preparando il terreno al picco giornaliero di 197,71 euro/MWh registrato il 3 agosto.

Nonostante i recenti aumenti, i prezzi rimangono comunque molto distanti dai livelli raggiunti durante la crisi energetica del 2022. In quell'anno il prezzo medio annuale dell'elettricità all'ingrosso in Italia aveva raggiunto 311,54 euro/MWh.


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