Materie prime sotto pressione: l’industria cinese delle batterie affronta una sfida critica

Materie prime sotto pressione: l’industria cinese delle batterie affronta una sfida critica


La crescita accelerata della mobilità elettrica sta mettendo a dura prova la disponibilità delle risorse indispensabili per produrre le batterie. In particolare, in Cina – oggi fulcro mondiale della produzione di accumulatori – sta emergendo con chiarezza un problema strutturale: alcune materie prime fondamentali stanno diventando sempre più rare, mentre altre risultano già esaurite.

Secondo studi condotti da analisti locali sui flussi di estrazione, consumo e riciclo, il quadro che ne deriva è tutt’altro che rassicurante. Il ritmo attuale di sviluppo del settore rischia di scontrarsi con limiti concreti legati alla disponibilità di metalli strategici, creando potenziali tensioni sull’intera filiera industriale.


Un controllo quasi totale della filiera

Nonostante i progressi tecnologici e l’arrivo di soluzioni alternative – come le batterie al litio-ferro-fosfato, quelle al sodio e, in prospettiva, le celle allo stato solido – l’industria delle batterie resta fortemente dipendente da tre elementi chiave: litio, nichel e cobalto.

Su questi materiali la Cina ha costruito negli anni una posizione dominante, che va dall’estrazione alla raffinazione fino alla produzione finale delle celle. Tuttavia, proprio questa centralità rende il Paese particolarmente esposto al problema della scarsità delle risorse.


Litio: una risorsa con il tempo contato

Le stime più recenti indicano che, mantenendo gli attuali livelli di consumo, le riserve interne di litio potrebbero durare poco meno di quindici anni. Un orizzonte temporale limitato, che ha già spinto molte aziende cinesi a cercare nuove fonti all’estero. Australia e America Latina sono diventate aree strategiche, grazie a giacimenti più accessibili e a costi di estrazione inferiori rispetto alle zone montane asiatiche.


Nichel e cobalto: la situazione è ancora più critica

Il quadro si fa più preoccupante sul fronte del nichel: le previsioni parlano di meno di quattro anni prima dell’esaurimento delle scorte nazionali. Per questo Pechino sta investendo in grandi progetti internazionali, come nuovi impianti in Indonesia, puntando anche su tecniche di estrazione in mare.

Il caso del cobalto è il più emblematico: le riserve domestiche sono ormai inesistenti e la Cina è costretta a dipendere quasi totalmente dai mercati esteri per l’approvvigionamento.

I numeri chiave

·       Litio: disponibilità stimata per circa 14–15 anni

·       Nichel: riserve sufficienti per meno di 4 anni

·       Cobalto: risorse nazionali praticamente esaurite


La corsa alle alternative

Questi dati spiegano l’intensa spinta cinese verso tecnologie che riducono o eliminano l’uso dei metalli più critici. Le batterie LFP e quelle agli ioni di sodio, basate su materiali più abbondanti, rappresentano una risposta concreta a un problema che potrebbe rallentare la transizione verso una mobilità a basse emissioni.

Il futuro delle auto elettriche, dunque, non dipenderà solo dall’innovazione tecnologica, ma anche dalla capacità di ripensare l’uso delle risorse in modo più sostenibile e meno vulnerabile.


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