Manovra 2026: nuove regole sugli incentivi e stretta sui pannelli fotovoltaici tradizionali
Manovra 2026: nuove regole sugli incentivi e stretta sui pannelli fotovoltaici tradizionali
La discussione parlamentare sulla Legge di Bilancio 2026 entra nella fase conclusiva con l’introduzione di un maxi-emendamento del Governo presentato al Senato. Tra le modifiche più rilevanti figurano quelle dedicate agli incentivi per gli investimenti tecnologici e per la transizione energetica delle imprese, nell’ambito dei programmi legati a Transizione 4.0 e 5.0.
La proposta punta a prolungare nel tempo i benefici fiscali per l’acquisto di beni strumentali innovativi, ma introduce allo stesso tempo alcune limitazioni. In particolare, vengono ridotte le agevolazioni aggiuntive per gli interventi a forte impatto ambientale e viene rafforzato il requisito dell’origine europea dei prodotti per poter accedere ai vantaggi fiscali.
Proroga degli incentivi per gli investimenti aziendali
Il disegno di legge di bilancio prevede il ritorno della maggiorazione dell’ammortamento per gli investimenti effettuati dalle imprese in macchinari avanzati, software e sistemi per la produzione di energia rinnovabile. Questo meccanismo consente alle aziende di dedurre fiscalmente un importo superiore rispetto al costo reale sostenuto per l’acquisto dei beni.
Nel testo iniziale la misura riguardava gli investimenti realizzati nel corso del 2026, con possibilità di estensione fino alla metà del 2027 a condizione che l’ordine fosse stato confermato entro il 2026 con un anticipo del 20%.
Il maxi-emendamento cambia questa impostazione, prolungando la finestra temporale fino al 30 settembre 2028. In questo modo le imprese avranno più tempo per programmare l’acquisto di tecnologie e impianti utili alla digitalizzazione e all’efficientamento energetico.
Riduzione delle agevolazioni dedicate al “green”
Un’altra modifica importante riguarda il sistema delle aliquote. Il nuovo testo elimina le maggiorazioni specifiche previste per gli investimenti con elevato risparmio energetico.
Le percentuali di deduzione tornano quindi a una struttura standard, valida per tutti i beni inclusi nella misura, senza differenziazioni basate sul livello di sostenibilità dell’investimento. Questo cambiamento riduce l’incentivo aggiuntivo che era stato previsto per favorire le tecnologie più efficienti dal punto di vista energetico.
Incentivi legati alla produzione europea
Tra le novità più significative introdotte dal maxi-emendamento c’è il vincolo relativo all’origine dei beni acquistati. Per poter beneficiare della maggiorazione fiscale, i macchinari, i software e gli impianti dovranno essere realizzati in Paesi appartenenti all’Unione Europea oppure nello Spazio Economico Europeo.
Secondo le stime contenute nella relazione tecnica, una parte degli investimenti delle imprese italiane riguarda prodotti importati da Paesi extra-UE. Il Governo ipotizza che questa quota possa diminuire negli anni successivi grazie all’esclusione dei beni provenienti da tali mercati dal sistema di incentivi, orientando così le scelte delle aziende verso fornitori europei.
Fotovoltaico: esclusi i moduli meno avanzati
Le modifiche toccano anche il settore del fotovoltaico installato dalle imprese. Il nuovo testo esclude dai beni agevolabili i pannelli solari considerati “standard”, privilegiando invece tecnologie più efficienti e sviluppate all’interno della filiera industriale europea.
La normativa distingue tre livelli di moduli fotovoltaici registrati in un elenco gestito da ENEA, classificati in base alle prestazioni e alla tecnologia delle celle. Il maxi-emendamento elimina dagli incentivi la categoria con efficienza più bassa, mantenendo il sostegno solo per le soluzioni più avanzate.
Tuttavia, secondo i dati attuali del registro, il numero di prodotti disponibili nelle categorie più performanti è molto limitato, fattore che potrebbe ridurre nel breve periodo le opzioni per le imprese interessate a installare impianti fotovoltaici.
Iter parlamentare verso l’approvazione
Il disegno di legge sulla Manovra 2026 è stato esaminato dal Senato nella settimana precedente alle festività natalizie, con il voto finale previsto a breve distanza dalla discussione in Aula. Dopo il passaggio a Palazzo Madama, il testo proseguirà il suo percorso alla Camera dei Deputati, dove l’approvazione definitiva è attesa entro la fine dell’anno.
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