Iperammortamento 2026: verso la rimozione del requisito di origine europea

Iperammortamento 2026: verso la rimozione del requisito di origine europea


Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato l’intenzione di eliminare il vincolo legato alla provenienza geografica dei beni previsti dal nuovo iperammortamento 2026. La modifica normativa, attesa a breve, consentirà alle imprese di includere negli investimenti agevolabili anche prodotti realizzati al di fuori dell’Unione Europea.

Secondo quanto reso noto il 12 marzo 2026, l’intervento legislativo in preparazione punta a superare uno degli ostacoli principali che finora ha rallentato l’adozione del decreto attuativo. Rimarranno invece invariati i criteri tecnici già stabiliti: interconnessione dei macchinari, certificazione tecnica e obblighi di comunicazione agli enti competenti.

La scelta di anticipare l’orientamento tramite comunicazione ufficiale nasce dall’esigenza di fornire maggiore chiarezza alle imprese, in attesa del completamento dell’iter normativo. Questo passaggio si è reso necessario anche a seguito del rinvio del Decreto Fiscale previsto inizialmente per marzo.


Il nodo del requisito territoriale

La Legge di Bilancio 2026 aveva introdotto un nuovo sistema di agevolazione in sostituzione dei precedenti crediti d’imposta per la Transizione 4.0 e 5.0. Il meccanismo prevede una maggiorazione del costo fiscale degli investimenti in beni digitali e interconnessi, con percentuali fino al 180% per importi entro i 2,5 milioni di euro.

Tra le condizioni previste, era stato inserito un obbligo relativo all’origine dei beni: solo quelli prodotti all’interno dell’UE o dello Spazio Economico Europeo potevano beneficiare dell’incentivo. Questa clausola ha generato criticità operative, soprattutto per le aziende che acquistano tecnologie o software da fornitori internazionali.

Nel caso dei beni materiali, il criterio faceva riferimento alla normativa doganale europea sull’ultima trasformazione sostanziale. Ancora più complessa risultava l’applicazione per i beni immateriali, dove si richiedeva che almeno metà del valore dello sviluppo fosse attribuibile a soggetti europei—un parametro difficile da verificare e spesso incompatibile con le principali soluzioni digitali globali.


Effetti sul sistema produttivo

L’introduzione del vincolo ha avuto come conseguenza il rallentamento del decreto attuativo, rimasto in sospeso proprio a causa delle incertezze normative. Con la sua probabile eliminazione, si sblocca una fase cruciale per rendere operativo l’incentivo.

Anche se la comunicazione del Ministero non ha valore immediatamente vincolante, rappresenta un segnale chiaro: le imprese possono riprendere la pianificazione degli investimenti senza il timore di limitazioni legate alla provenienza dei beni.


Struttura dell’agevolazione

Il nuovo iperammortamento si applica agli investimenti effettuati tra il 2026 e il 2028, prevedendo una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto per beni strumentali nuovi. Questo beneficio incide sulle quote di ammortamento o sui canoni di leasing deducibili.

Il perimetro delle tecnologie ammesse è stato ampliato rispetto al passato e comprende:

·       macchinari avanzati e software evoluti;

·       sistemi digitali per automazione e controllo;

·       soluzioni integrate per la produzione intelligente e sostenibile.

Per i progetti già avviati nel 2025, sarà necessario attendere il decreto definitivo per chiarire le modalità di transizione tra i diversi regimi.


Ulteriori modifiche in arrivo

Oltre alla revisione del vincolo territoriale, il Ministero ha anticipato altri interventi normativi:

·       rinvio al 30 giugno 2026 del contributo sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-UE;

·       applicazione delle nuove regole IVA sulle permute solo ai contratti stipulati o rinnovati dal 2026.

Queste misure mirano a garantire una transizione più graduale e a evitare impatti retroattivi su accordi già in essere.

In attesa del provvedimento ufficiale, il quadro appare quindi in evoluzione ma orientato a rendere l’incentivo più accessibile e coerente con le dinamiche del mercato globale.


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