Gas, nuova stangata sulle famiglie: bollette in crescita del 9,1%

Gas, nuova stangata sulle famiglie: bollette in crescita del 9,1%


Per i clienti vulnerabili si registra il sesto aumento mensile consecutivo. La spesa annuale stimata per il gas sfiora i 1.945 euro, mentre considerando anche l'elettricità il conto supera i 2.800 euro.

Il costo del gas continua a salire e mette ulteriormente sotto pressione i bilanci delle famiglie italiane. L'ultimo aggiornamento di ARERA, relativo ai consumi di ottobre 2026, evidenzia un incremento del 9,1% della tariffa applicata ai clienti vulnerabili. Si tratta del sesto rialzo consecutivo, in un periodo particolarmente delicato per le famiglie, coincidente con la ripresa dell'utilizzo degli impianti di riscaldamento.

Alla base dell'aumento si trova soprattutto la crescita delle quotazioni del gas sui mercati all'ingrosso, che si riflette progressivamente sui prezzi applicati agli utenti finali.


Gas, il prezzo raggiunge 176,80 centesimi per Smc

Secondo i dati comunicati da ARERA il 3 novembre 2026, il prezzo di riferimento del gas per i clienti vulnerabili è passato dai 162,02 centesimi di euro per Smc di settembre ai 176,80 centesimi di ottobre, con una variazione positiva del 9,1%.

Per un consumatore tipo che utilizza annualmente 1.100 metri cubi di gas, la spesa teorica raggiunge 1.944,80 euro nell'arco di dodici mesi, ipotizzando il mantenimento delle tariffe attuali.

Rispetto alla precedente rilevazione, quando la spesa annualizzata era stimata in 1.782,22 euro, l'incremento potenziale è di circa 163 euro.

È importante precisare che si tratta di una proiezione basata sulle condizioni economiche di ottobre, non della spesa effettivamente sostenuta nell'intero anno. Inoltre, l'aggiornamento riguarda esclusivamente gli utenti che rientrano nel Servizio di tutela della vulnerabilità.


Materia prima: il costo supera gli 88 euro per MWh

Un elemento significativo dell'ultimo aggiornamento riguarda la componente CMEM,m, che rappresenta il costo di approvvigionamento del gas.

Per ottobre 2026 ARERA ha stabilito un valore di 88,3585 euro/MWh, contro i 78,8021 euro/MWh del mese precedente. L'incremento mensile è quindi pari al 12,1%.

Il valore equivale a circa 0,9454 euro per Smc e riflette l'andamento delle quotazioni del mercato all'ingrosso italiano, attraverso il riferimento PSV day ahead.

A questa componente si aggiungono i costi di commercializzazione, le tariffe per il trasporto e la distribuzione, gli oneri generali di sistema e le imposte.

Per la vendita del gas sono inoltre previste una quota variabile di 0,978594 euro/Smc e una componente fissa annuale di 55,39 euro.


Come si distribuiscono i costi della bolletta

La composizione della bolletta di ottobre evidenzia il peso predominante della materia prima e dei costi legati alla commercializzazione.

In particolare, il costo del gas naturale rappresenta complessivamente il 58,2% della spesa. Le imposte incidono per il 23,57%, mentre il trasporto, la distribuzione e la gestione del contatore costituiscono il 15,41%.

La crescita delle quotazioni all'ingrosso sta modificando progressivamente il peso delle diverse voci, aumentando l'incidenza della materia prima sul totale pagato dai consumatori.


Sei mesi di rincari: il gas aumenta del 167% in un anno

L'andamento delle tariffe evidenzia una fase di crescita particolarmente prolungata. Dopo la diminuzione registrata ad aprile, il prezzo della materia prima ha ripreso a salire da maggio, proseguendo la propria corsa fino a ottobre.

In questo periodo il valore della componente CMEM,m è aumentato del 92% rispetto ad aprile 2026.

Il confronto annuale risulta ancora più significativo: rispetto a ottobre 2025, quando il costo della materia prima era pari a 33,0532 euro/MWh, il valore attuale risulta superiore del 167,3%.

Anche la spesa complessiva del consumatore tipo registra una crescita rilevante. Secondo le elaborazioni del Codacons, il costo annualizzato del gas è aumentato del 68% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.


Quanto incide il rincaro sui consumi domestici?

L'incremento della componente di approvvigionamento tra settembre e ottobre corrisponde a circa 10,23 centesimi di euro in più per ogni metro cubo standard di gas utilizzato.

Per comprendere l'impatto sui bilanci familiari è sufficiente rapportare questa differenza ai consumi effettivi registrati in bolletta.

Naturalmente, l'aumento finale dipende anche dalle altre componenti tariffarie e dalle condizioni economiche previste dal contratto sottoscritto.


Gas e luce: spesa annuale superiore a 2.800 euro

La situazione diventa ancora più onerosa considerando contemporaneamente le forniture di gas ed energia elettrica.

Secondo una stima del Codacons, un cliente vulnerabile potrebbe arrivare a sostenere una spesa annualizzata complessiva di 2.813,60 euro, considerando le tariffe del gas di ottobre e quelle elettriche del quarto trimestre 2026.

La cifra comprende:

·       1.944,80 euro per la fornitura di gas;

·       868,60 euro per l'energia elettrica.

La simulazione presuppone che le condizioni economiche considerate rimangano invariate per dodici mesi.

Per quanto riguarda l'elettricità, ARERA ha recentemente comunicato un aumento del 37,3% per il quarto trimestre 2026, portando il prezzo di riferimento a 43,43 centesimi per kWh.

L'Autorità stima invece in 665,38 euro la spesa elettrica complessiva del cliente tipo per l'intero 2026. Le due cifre non sono direttamente confrontabili, perché la prima rappresenta una proiezione delle tariffe più recenti su dodici mesi, mentre la seconda considera l'andamento dei prezzi durante tutto l'anno.


Tutela della vulnerabilità: chi può accedere al servizio

Il servizio regolato da ARERA è destinato ai clienti domestici che possiedono specifici requisiti personali o economici.

Possono beneficiare della tutela:

·       le persone che hanno compiuto almeno 75 anni;

·       i beneficiari del bonus sociale gas per difficoltà economiche;

·       le persone con disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104/1992;

·       i titolari di utenze situate in abitazioni di emergenza a seguito di calamità naturali.

Per il 2026, la soglia ISEE ordinaria prevista per il bonus sociale è di 9.796 euro, che sale a 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico.

I clienti che possiedono i requisiti possono richiedere l'accesso al servizio anche se attualmente si trovano nel mercato libero. Il passaggio avviene senza interruzioni della fornitura e senza necessità di sostituire il contatore.


Mercato libero: attenzione alle condizioni contrattuali

Gli aumenti comunicati da ARERA non si trasferiscono automaticamente nello stesso modo a tutti i consumatori. Per chi ha sottoscritto un contratto nel mercato libero, l'impatto dipende principalmente dalla tipologia di offerta scelta.

Le tariffe a prezzo indicizzato seguono l'andamento del mercato all'ingrosso, generalmente attraverso il riferimento PSV, al quale può essere aggiunto uno spread stabilito dal fornitore.

Le offerte a prezzo fisso, invece, mantengono invariato il costo della materia prima per il periodo previsto dal contratto, proteggendo temporaneamente il consumatore dalle oscillazioni del mercato.

Questa protezione non riguarda necessariamente tutte le componenti della bolletta, che possono comunque subire variazioni.

In un contesto caratterizzato da prezzi crescenti, diventa quindi particolarmente importante verificare le condizioni economiche della propria fornitura, confrontando non soltanto il costo della materia prima, ma anche le quote fisse, gli eventuali spread e le altre spese applicate.

La verifica periodica delle offerte disponibili può rappresentare uno strumento utile per contenere i costi energetici e individuare condizioni contrattuali maggiormente convenienti.


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