Fotovoltaico, dal 2028 nuove opportunità per uscire dal Conto Energia
Fotovoltaico, dal 2028 nuove opportunità per uscire dal Conto Energia
Gli impianti fotovoltaici con potenza superiore a 20 kW potranno abbandonare anticipatamente il vecchio sistema incentivante e ottenere dal GSE un pagamento pari al 90% del valore attualizzato degli incentivi ancora spettanti, distribuito in dieci anni. L’accesso al meccanismo è subordinato al rifacimento completo dell’impianto e al rispetto di specifici requisiti di incremento della produzione elettrica.
Conto Energia: chi può aderire al nuovo meccanismo
Dal 2028 i proprietari di determinati impianti fotovoltaici di media e grande dimensione potranno scegliere di rinunciare agli incentivi residui del Conto Energia, ricevendo in cambio un corrispettivo economico dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
La misura, introdotta dal Decreto Bollette e disciplinata dal decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 10 agosto 2026, punta a favorire il rinnovamento degli impianti esistenti e a migliorarne le prestazioni energetiche.
Possono partecipare gli impianti con potenza incentivata superiore a 20 kW che rientrano nel I, II, III e IV Conto Energia, caratterizzati da tariffe incentivanti fisse. Il provvedimento riguarda una capacità complessiva massima di 10 GW.
Restano esclusi gli impianti fino a 20 kW e quelli che beneficiano del V Conto Energia.
Per gli operatori che hanno aderito entro il 31 maggio 2026 alla rimodulazione delle tariffe incentivanti è previsto un accesso diretto. Gli altri soggetti dovranno invece partecipare a una procedura competitiva del GSE, presentando un’offerta con una riduzione percentuale del corrispettivo richiesto. Le proposte saranno valutate in funzione dei benefici attesi per il sistema energetico.
Domande e procedure: si attendono le indicazioni del GSE
Le tempistiche operative dipenderanno dalla pubblicazione delle regole applicative del GSE, che dovranno definire le modalità di presentazione delle richieste e di svolgimento delle procedure competitive.
Il calendario previsto dal decreto attuativo supera la precedente scadenza del 30 settembre 2026 indicata dal Decreto Bollette. Gli interessati dovranno quindi attendere le disposizioni definitive per conoscere le modalità di adesione e i termini effettivi.
Quanto viene riconosciuto a chi rinuncia agli incentivi
Il corrispettivo previsto è pari al 90% del valore attualizzato degli incentivi che sarebbero maturati a partire dal 2028 fino alla scadenza della convenzione originaria.
Il pagamento non avverrà in un’unica soluzione, ma attraverso dieci rate annuali di importo costante, calcolate secondo i parametri stabiliti dal GSE.
Per determinare il valore economico del beneficio vengono utilizzati diversi elementi di riferimento:
· la produzione media dell’impianto registrata nel periodo 2021-2025;
· un tasso di attualizzazione dell’8%;
· una rivalutazione delle rate pari al 6%.
Questi criteri consentono di quantificare il valore degli incentivi residui e di stabilire l’importo riconoscibile al titolare dell’impianto che decide di aderire alla misura.
Rifacimento completo: gli incrementi di produzione richiesti
L’accesso al corrispettivo è vincolato alla sostituzione integrale dell’impianto fotovoltaico e al conseguimento di un aumento minimo della producibilità, calcolato rispetto alla produzione attesa per il periodo incentivante ancora disponibile.
Le soglie variano in base alla collocazione dei moduli
L’incremento minimo di producibilità richiesto varia in base alla collocazione dell’impianto fotovoltaico. Per gli impianti installati su tetti o altre strutture non a terra e per quelli a terra situati in aree agricole, la produzione dovrà aumentare almeno del 30%. Per gli impianti a terra collocati in altre aree, invece, sarà necessario raggiungere un incremento minimo del 100%, raddoppiando quindi la produzione elettrica rispetto al valore di riferimento previsto dalla normativa.
La nuova potenza potrà accedere agli incentivi FER X
Il rifacimento può rappresentare anche un’occasione per incrementare la capacità produttiva dell’impianto. La potenza aggiuntiva potrà infatti accedere, se in possesso dei requisiti previsti, ai meccanismi di sostegno del FER X.
Per gli impianti con potenza superiore a 1 MW, l’accesso avverrà attraverso le relative procedure d’asta. L’energia prodotta dalla parte restante dell’impianto dovrà invece essere commercializzata mediante contratti a termine, secondo quanto previsto dal decreto.
Quando il GSE può revocare il corrispettivo
Il riconoscimento economico è subordinato al rispetto degli obblighi previsti per l’intera durata del meccanismo. Il GSE può disporre la revoca del beneficio in diverse circostanze, tra cui:
· mancato completamento dei lavori o mancata entrata in esercizio entro le scadenze stabilite;
· mancata comunicazione dell’entrata in esercizio entro 90 giorni dalla registrazione dell’impianto nel sistema GAUDÌ di Terna;
· utilizzo, nei dieci anni successivi, di moduli non conformi ai requisiti prescritti;
· vendita dell’energia elettrica in assenza dei contratti a termine richiesti dalla disciplina.
La possibilità di uscire anticipatamente dal Conto Energia introduce quindi un’opzione economica per i proprietari degli impianti interessati, ma richiede un’attenta valutazione dei costi del rifacimento, dell'aumento di produzione conseguibile e del valore degli incentivi a cui si rinuncia. Prima di aderire sarà fondamentale confrontare il corrispettivo riconosciuto dal GSE con i benefici attesi dal nuovo impianto e con le condizioni di accesso agli eventuali incentivi aggiuntivi.
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