Ets sul gas e mercato elettrico: sconti in bolletta, ma rinnovabili sotto pressione

Ets sul gas e mercato elettrico: sconti in bolletta, ma rinnovabili sotto pressione


L’ipotesi di sterilizzare in parte i costi della CO₂ per gli impianti a gas continua a far discutere. Secondo le valutazioni di Aurora Research, la misura avrebbe un impatto profondo sugli equilibri del mercato elettrico italiano, con effetti contrastanti su prezzi, investimenti e emissioni.


Prezzi all’ingrosso in calo, ma più spazio al termoelettrico

Le simulazioni indicano che, grazie ai rimborsi legati al sistema EU Emissions Trading System, il costo marginale degli impianti a ciclo combinato diminuirebbe sensibilmente. Questo porterebbe a:

·       Un aumento significativo della produzione da gas, stimato attorno al +30%.

·       Una riduzione del prezzo medio dell’energia elettrica all’ingrosso (Pun) fino a circa un terzo rispetto allo scenario di riferimento nel periodo 2027-2032.

Il cambiamento nel merit order favorirebbe quindi le centrali termoelettriche rispetto alle fonti rinnovabili non programmabili.


Fotovoltaico ed eolico: ricavi in flessione

L’effetto più critico riguarderebbe i cosiddetti “prezzi catturati” da fotovoltaico ed eolico. In uno scenario con rimborsi Ets operativi:

·       Il fotovoltaico utility-scale potrebbe registrare una contrazione dei ricavi medi nell’ordine del 30-35%.

·       L’eolico onshore subirebbe riduzioni di entità simile.

La compressione delle rendite infra-marginali metterebbe sotto pressione soprattutto i progetti merchant, ossia privi di contratti a lungo termine o meccanismi di sostegno. Per nuovi impianti e sistemi di accumulo, la bancabilità potrebbe risultare più complessa.


Reazioni immediate dei mercati

Ancora prima dell’approvazione definitiva, l’anticipazione del provvedimento ha inciso sui prezzi forward dell’energia per il 2027-2028, scesi di circa 10-15 €/MWh nei giorni successivi alla diffusione della bozza.

Questo movimento ha avuto ripercussioni anche sulle utility quotate e sui desk che strutturano PPA e contratti per batterie, introducendo un elemento di incertezza regolatoria che pesa sulle decisioni d’investimento.


Benefici netti più limitati del previsto

Sebbene il calo dei prezzi all’ingrosso possa tradursi in bollette più leggere, una parte consistente del vantaggio verrebbe riassorbita da:

·       Costi per i rimborsi Ets ai produttori.

·       Agevolazioni sul trasporto del gas.

·       Maggiori oneri legati agli strumenti di supporto esistenti (come i Cfd).

Secondo le stime, già nel 2028 quasi l’80% del beneficio lordo potrebbe essere compensato da nuovi costi di sistema, con un saldo netto decisamente inferiore alle attese iniziali.

Impatto climatico ed effetti oltreconfine

Un incremento marcato della generazione a gas comporterebbe anche un aumento delle emissioni, stimabile in oltre 10 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno a regime, a seconda delle condizioni operative del sistema.

Resta poi il nodo degli scambi transfrontalieri: prezzi italiani più bassi potrebbero incentivare maggiori esportazioni verso i Paesi confinanti, trasferendo parte del beneficio economico oltre i confini nazionali.


In sintesi, la misura promette un alleggerimento dei prezzi elettrici nel breve periodo, ma solleva interrogativi rilevanti su sostenibilità ambientale, stabilità regolatoria e futuro degli investimenti nelle rinnovabili. Il bilanciamento tra tutela dei consumatori e coerenza con gli obiettivi di decarbonizzazione europei resta il punto cruciale del dibattito.


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