Energia elettrica: il 1° maggio tariffe azzerate per diverse ore grazie al boom del solare
Energia elettrica: il 1° maggio tariffe azzerate per diverse ore grazie al boom del solare
Il 1° maggio il mercato elettrico italiano ha registrato un evento significativo: per circa sei ore consecutive il Prezzo Unico Nazionale dell’energia è sceso a zero euro per megawattora. Il calo, avvenuto tra la tarda mattinata e il pomeriggio, ha contribuito a ridurre anche il valore medio giornaliero rispetto al giorno precedente.
Produzione elevata e consumi ridotti
Alla base del fenomeno c’è l’incontro tra due fattori opposti: da una parte una forte generazione di energia rinnovabile, soprattutto dagli impianti fotovoltaici favoriti dal clima primaverile e dalle molte ore di luce; dall’altra una domanda più debole del normale, tipica di una giornata festiva con aziende, uffici e molte attività chiuse.
In questo periodo dell’anno, inoltre, i consumi legati al raffrescamento estivo non sono ancora partiti su larga scala. Di conseguenza, la quantità di elettricità disponibile ha superato il fabbisogno reale del Paese.
Cosa succede quando l’offerta supera la domanda
Quando nel mercato elettrico entra più energia di quanta ne serva, i prezzi tendono a scendere rapidamente. È quanto accaduto il 1° maggio: dopo valori elevati nelle prime ore del giorno, il costo dell’energia è diminuito progressivamente fino ad arrivare allo zero nelle ore centrali, per poi risalire in serata con il ritorno della domanda e il calo della produzione solare.
In questi casi può rendersi necessario anche il cosiddetto curtailment, cioè la riduzione temporanea della produzione di alcuni impianti per mantenere in equilibrio la rete elettrica nazionale.
Come viene determinato il prezzo dell’energia
Nel mercato del giorno prima, produttori e acquirenti presentano offerte di vendita e acquisto per il giorno successivo. Le offerte vengono ordinate dalle meno costose alle più costose fino a coprire il fabbisogno previsto. Il prezzo finale corrisponde all’ultima offerta necessaria per soddisfare la domanda.
Le fonti rinnovabili, avendo costi marginali molto bassi, entrano per prime nel sistema e possono sostituire impianti più costosi, come quelli alimentati a gas. Nelle ore notturne, invece, con l’assenza del solare, il prezzo tende spesso a salire.
Un fenomeno già diffuso in Europa
Prezzi nulli o addirittura negativi sono già frequenti in diversi Paesi europei con una forte presenza di rinnovabili. Spagna, Francia e Germania registrano da anni centinaia di ore con valori estremamente bassi, segnale di una produzione abbondante non sempre accompagnata da una domanda sufficiente.
L’Italia sta iniziando ora a vivere episodi simili, soprattutto nelle regioni meridionali e nelle isole, dove la capacità solare installata è in rapida crescita.
Opportunità e criticità per il settore
Prezzi molto bassi possono tradursi in benefici per consumatori e imprese, ma allo stesso tempo riducono i ricavi degli impianti che vendono energia sul mercato senza contratti garantiti o incentivi. Questo potrebbe frenare nuovi investimenti nel settore delle rinnovabili.
La risposta principale è rappresentata dai sistemi di accumulo: batterie capaci di immagazzinare energia quando c’è eccesso di produzione e restituirla nelle ore di maggiore richiesta. L’Italia sta investendo su questa tecnologia, considerata essenziale per accompagnare la crescita di fotovoltaico ed eolico nei prossimi anni.
Ufficio Comunicazione Studio Energy Verona
Contatta gli specialisti per gli impianti fotovoltaici e le Comunità Energetiche a Verona