Elettricità più cara del gas: il sistema fiscale italiano ostacola la transizione energetica

Elettricità più cara del gas: il sistema fiscale italiano ostacola la transizione energetica


L'Italia continua a sostenere la diffusione dell'elettrificazione nei trasporti, nel riscaldamento e nei consumi domestici, ma il sistema fiscale applicato all'energia racconta una realtà diversa. Secondo un'analisi del think tank Ecco, il peso di imposte e oneri rende infatti l'elettricità molto più gravata rispetto al gas naturale, creando un ostacolo economico alla transizione energetica.


Un divario che penalizza l'energia elettrica

Nel 2024 il prezzo medio dell'energia elettrica per le famiglie italiane è stato di circa 31 centesimi per kWh, mentre quello del gas si è attestato intorno ai 10 centesimi per kWh. La differenza non dipende solo dal costo della materia prima, ma soprattutto dalla struttura della bolletta.

Per l'elettricità, infatti, circa il 35% del costo finale è composto da imposte, oneri di sistema e costi collegati al mercato delle emissioni. Nel caso del gas, queste componenti incidono invece per circa il 28%. Questo significa che cittadini e imprese pagano una pressione fiscale sensibilmente più elevata proprio sull'energia che dovrebbe sostituire i combustibili fossili.


Gli oneri di sistema al centro del problema

Lo studio evidenzia come gli oneri di sistema rappresentino una delle principali cause dello squilibrio. Introdotti per finanziare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, oggi gravano quasi esclusivamente sulle bollette elettriche, aumentando il costo dell'energia e riducendo la convenienza dell'elettrificazione.

Di conseguenza, chi sceglie pompe di calore, piani cottura a induzione o altri sistemi elettrici si trova spesso a sostenere costi più elevati rispetto a chi continua a utilizzare il gas.


L'Europa prepara una revisione delle regole

La questione è arrivata anche all'attenzione delle istituzioni europee. La Commissione europea sta lavorando a una revisione della fiscalità energetica con l'obiettivo di rendere l'elettricità più competitiva rispetto ai combustibili fossili.

Tra le misure previste figurano una riforma degli oneri di rete e un sistema fiscale più favorevole all'energia elettrica. Bruxelles punta inoltre ad accelerare la diffusione dei contatori intelligenti, così da favorire consumi nelle fasce orarie in cui l'energia è più economica e abbondante.


Ripercussioni anche sulle auto elettriche

Lo squilibrio fiscale incide direttamente anche sulla mobilità elettrica. Sebbene un'auto elettrica consumi molta meno energia rispetto a un veicolo con motore termico per percorrere la stessa distanza, il costo dell'elettricità riduce il vantaggio economico della ricarica.

Per chi ricarica prevalentemente a casa il risparmio rispetto ai carburanti tradizionali rimane significativo ma inferiore alle potenzialità della tecnologia, mentre chi utilizza soprattutto le colonnine pubbliche vede ridursi ulteriormente il beneficio economico.


Un ostacolo alla decarbonizzazione

Per raggiungere gli obiettivi climatici europei sarà fondamentale rendere l'energia elettrica più competitiva. Ridurre il peso di tasse e oneri sulle bollette potrebbe incentivare la diffusione di pompe di calore, veicoli elettrici e altre tecnologie a basse emissioni, accelerando il percorso verso un sistema energetico più sostenibile e meno dipendente dai combustibili fossili.


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