Decreto sull’energia sotto esame: utility in affanno e investitori cauti

Decreto sull’energia sotto esame: utility in affanno e investitori cauti


Il nuovo provvedimento allo studio dell’esecutivo italiano per contenere il costo dell’elettricità sta alimentando incertezza tra gli operatori finanziari. A Piazza Affari i principali gruppi del comparto utility hanno mostrato segnali di debolezza, con flessioni per Enel e A2A, mentre il mercato valuta i possibili effetti delle misure in discussione.

Secondo diversi analisti, eventuali modifiche ai meccanismi di formazione del prezzo dell’energia potrebbero incidere sui margini delle società attive nella generazione elettrica, in particolare quelle con forte esposizione alle rinnovabili. Tra i punti più controversi figura l’ipotesi di intervenire sulla componente legata ai costi delle emissioni di CO₂, tema che coinvolge anche il sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS).

Nei giorni scorsi si è svolto un confronto tra A2A, Edison, rappresentanti istituzionali della Regione Lombardia e associazioni industriali come Federacciai e Confindustria Lombardia. Al centro del dialogo, il rinnovo delle concessioni idroelettriche e una proposta che prevede la fornitura di una quota di energia a prezzi calmierati alle imprese energivore dei territori interessati.

Il cosiddetto “decreto Bollette” dovrebbe approdare a breve sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Gli osservatori sottolineano però che interventi strutturali sul mercato elettrico nazionale presentano un elevato grado di complessità e potrebbero richiedere un coordinamento a livello comunitario. Una riduzione del prezzo unico nazionale (Pun), derivante da tagli ai costi del gas o delle emissioni, comporterebbe infatti minori ricavi per gli operatori con impianti idroelettrici, eolici e fotovoltaici.

Oltre a Enel e A2A, tra le realtà monitorate figurano ERG e Iren. Le simulazioni elaborate da alcune banche d’investimento ipotizzano scenari di ribasso del prezzo dell’energia compresi tra 10 e 27 euro per MWh, con impatti differenziati sui bilanci delle società.

Sul fronte internazionale, resta aperta la partita brasiliana per Enel. Secondo indiscrezioni, il governo federale potrebbe valutare la revoca anticipata della concessione per la distribuzione elettrica a San Paolo, gestita tramite la controllata locale. Un’eventuale decisione prima della scadenza naturale del contratto potrebbe sfociare in un contenzioso legale e in richieste di indennizzo, aumentando l’incertezza sul contributo del business brasiliano ai risultati del gruppo.


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