COP30 in Brasile: tante promesse, pochi risultati per il clima

COP30 in Brasile: tante promesse, pochi risultati per il clima


La COP30 in Brasile era stata presentata come il vertice decisivo per passare dalle dichiarazioni all’azione concreta, ma si è chiusa con un bilancio deludente. I negoziati si sono arenati soprattutto sul tema dei combustibili fossili: i principali Paesi produttori e consumatori di petrolio e gas hanno bloccato ogni tentativo di definire una strategia chiara per l’abbandono graduale delle fonti fossili.

L’assenza degli Stati Uniti ha pesato sull’equilibrio politico del summit, isolando l’Unione Europea e favorendo il rafforzamento di nuove alleanze tra Paesi emergenti ed esportatori di idrocarburi. In questo contesto, la maggioranza dei governi favorevoli a obiettivi climatici più ambiziosi non è riuscita a imporre una linea comune.

L’accordo finale si limita a un compromesso debole: i Paesi più ricchi si sono impegnati ad aumentare i finanziamenti per l’adattamento climatico a favore delle nazioni più vulnerabili entro il 2035 e sono state lanciate alcune iniziative operative per accelerare l’azione climatica. Tuttavia, mancano scadenze vincolanti e misure concrete sulle riduzioni delle emissioni.

Secondo la comunità scientifica, senza una rapida diminuzione dell’uso dei combustibili fossili e un taglio deciso delle emissioni globali, l’obiettivo di contenere il riscaldamento entro 1,5°C rischia di sfumare definitivamente. La COP30, più che una svolta, conferma così le difficoltà della governance climatica globale.


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