Conto Energia, dal 2028 nuove regole per il rinnovo degli impianti fotovoltaici
Conto Energia, dal 2028 nuove regole per il rinnovo degli impianti fotovoltaici
Il GSE riconoscerà ai proprietari degli impianti sopra i 20 kW fino al 90% del valore degli incentivi residui, distribuito in dieci anni, a fronte della sostituzione completa del sistema e di un incremento della produzione energetica.
Dal 2028 sarà possibile abbandonare anticipatamente il regime incentivante del Conto Energia per alcuni impianti fotovoltaici di media e grande dimensione, ottenendo in cambio un contributo economico da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE). La misura, introdotta dal Decreto Bollette e disciplinata dal decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), punta a favorire il rinnovamento degli impianti esistenti e a migliorarne le prestazioni.
Per accedere al meccanismo sarà necessario sostituire integralmente l’impianto e garantire un aumento della producibilità. Il GSE dovrà ora pubblicare le disposizioni operative e avviare la procedura per la presentazione delle domande.
Quali impianti possono aderire all’uscita anticipata
La misura interessa gli impianti fotovoltaici con potenza incentivata superiore a 20 kW che beneficiano delle tariffe fisse previste dal primo, secondo, terzo e quarto Conto Energia. La potenza complessiva ammessa al meccanismo non potrà superare i 10 GW.
Restano esclusi gli impianti di potenza pari o inferiore a 20 kW e quelli che rientrano nel quinto Conto Energia.
I titolari che hanno aderito alla rimodulazione delle tariffe incentivanti entro il 31 maggio 2026 potranno accedere direttamente alla procedura. Gli altri operatori dovranno invece partecipare a una selezione competitiva organizzata dal GSE, presentando un'offerta con una riduzione percentuale rispetto al corrispettivo previsto. Le proposte saranno ordinate in base al beneficio atteso per il sistema energetico.
Le scadenze da rispettare
Il decreto attuativo è entrato in vigore il 29 settembre 2026 e stabilisce un calendario preciso per l'avvio del meccanismo.
Entro il 29 ottobre 2026, il GSE dovrà pubblicare le regole operative che definiranno le modalità di adesione e i requisiti richiesti. Da quel momento gli interessati avranno 30 giorni per presentare la manifestazione di interesse.
Per gli operatori che non hanno aderito alla precedente rimodulazione delle tariffe, la procedura competitiva dovrà concludersi entro il 30 giugno 2027.
Il rifacimento degli impianti potrà iniziare dal 1° gennaio 2028 e dovrà essere completato con la messa in esercizio entro il 31 dicembre 2030.
Il calendario previsto dal decreto attuativo aggiorna quindi le tempistiche inizialmente indicate dal Decreto Bollette: per presentare la domanda sarà necessario attendere la pubblicazione delle regole operative del GSE.
Quanto riconoscerà il GSE ai proprietari degli impianti
Il corrispettivo economico sarà pari al 90% del valore attualizzato degli incentivi residui, calcolati a partire dal 2028 fino alla scadenza della convenzione incentivante.
Il pagamento sarà distribuito attraverso dieci rate annuali di importo costante, secondo i criteri stabiliti dal meccanismo.
Per determinare il valore economico, il GSE ha già definito alcuni parametri di riferimento con una comunicazione del 27 maggio 2026. Il calcolo utilizzerà la produzione media registrata nel periodo 2021-2025, un tasso di attualizzazione dell'8% e una rivalutazione delle rate pari al 6%.
L'importo effettivo dipenderà quindi dalla produzione storica dell'impianto e dal valore degli incentivi che sarebbero maturati fino alla fine della convenzione.
Rifacimento completo e aumento della produzione
Per ottenere il corrispettivo non sarà sufficiente sostituire soltanto alcuni componenti: è richiesto il rifacimento integrale dell'impianto, accompagnato da un incremento minimo della producibilità rispetto a quella attesa nel periodo incentivante residuo.
Le soglie variano in base alla collocazione dei moduli fotovoltaici:
· Impianti su tetti e altre strutture non a terra: la producibilità dovrà aumentare almeno del 30%.
· Impianti a terra in aree agricole: sarà necessario conseguire un incremento minimo del 30%.
· Impianti a terra in aree diverse da quelle agricole: la nuova configurazione dovrà garantire una producibilità almeno doppia rispetto al valore di riferimento.
È inoltre previsto l'impiego esclusivo di moduli fotovoltaici europei ad alta efficienza, appartenenti alle sezioni b) e c) del registro ENEA istituito dall'articolo 12 del Decreto-legge 181/2023. Si tratta di un requisito analogo a quello previsto per l'iperammortamento 2026 relativo agli investimenti nelle energie rinnovabili.
Per gli interventi realizzati nelle aree industriali, il rifacimento potrà essere eseguito in regime di attività libera, indipendentemente dalla potenza finale dell'impianto, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.
Possibili incentivi per la nuova potenza installata
La potenza aggiuntiva realizzata con il rifacimento potrà accedere, quando ricorrono i requisiti richiesti, agli incentivi previsti dal meccanismo FER X. Per gli impianti con potenza superiore a 1 MW, l'accesso potrà avvenire attraverso le relative procedure d'asta.
L'energia prodotta dalla parte restante dell'impianto dovrà invece essere commercializzata mediante contratti di vendita a termine, secondo quanto stabilito dal decreto.
Queste condizioni rendono importante valutare attentamente il progetto prima di aderire, considerando non soltanto il contributo riconosciuto per l'uscita dal Conto Energia, ma anche i costi di sostituzione, la produzione attesa e le opportunità di vendita dell'energia.
Quando si rischia di perdere il corrispettivo
Il riconoscimento economico è subordinato al rispetto di tutti gli obblighi previsti. Il GSE potrà revocare il corrispettivo nei casi in cui:
· i lavori di rifacimento o la messa in esercizio non rispettino le scadenze stabilite;
· l'entrata in esercizio non venga comunicata entro 90 giorni dalla registrazione dell'impianto nel sistema GAUDÌ di Terna;
· nei dieci anni successivi vengano utilizzati moduli fotovoltaici non conformi ai requisiti richiesti oppure l'energia venga venduta senza rispettare l'obbligo dei contratti a termine.
Un'opportunità da valutare con attenzione
L'uscita anticipata dal Conto Energia può rappresentare un'occasione per rinnovare gli impianti più datati, migliorarne l'efficienza e aumentare la produzione di energia elettrica. Tuttavia, la convenienza economica dipenderà dal valore degli incentivi ancora spettanti, dagli investimenti necessari per il rifacimento e dalle prestazioni del nuovo impianto.
Prima di aderire sarà quindi opportuno effettuare un'analisi tecnico-economica approfondita, verificando i requisiti di accesso, i tempi di realizzazione e le possibili forme di valorizzazione dell'energia prodotta.
Ufficio Comunicazione Studio Energy Verona
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