Arera traccia le priorità per il mercato elettrico: reti, prezzi locali e innovazione al centro della strategia

Arera traccia le priorità per il mercato elettrico: reti, prezzi locali e innovazione al centro della strategia


Nel corso della presentazione della Relazione annuale 2026, il presidente di Arera Nicola Dell’Acqua ha delineato le principali direttrici che guideranno l’evoluzione del settore energetico italiano. Tra gli obiettivi indicati figurano la progressiva introduzione dei prezzi zonali, la revisione delle regole per le connessioni alla rete, una maggiore flessibilità del sistema elettrico e una regolazione orientata a contenere l'impatto economico sulle bollette.


Prezzi dell'energia: meno dipendenza dal gas e più monitoraggio

Secondo Dell’Acqua, il sistema elettrico nazionale continua a risentire della forte esposizione ai mercati internazionali del gas. Le tensioni geopolitiche e la dipendenza dall'importazione di combustibili mantengono elevata la volatilità dei prezzi dell'energia, con conseguenze dirette per famiglie e imprese.

Nel 2025 il Prezzo Unico Nazionale (Pun) si è attestato a 115,9 euro/MWh, registrando un incremento del 7% rispetto all'anno precedente e confermandosi superiore ai valori osservati in Paesi come Francia e Spagna.

Per rafforzare il controllo del mercato, Arera intende potenziare le attività di vigilanza attraverso una struttura dedicata al monitoraggio continuo dei prezzi all'ingrosso e al dettaglio, favorendo anche un dialogo costante con Governo, Parlamento e istituzioni europee. Parallelamente, l'Autorità punta a promuovere strumenti capaci di ridurre il legame tra il costo dell'elettricità e le oscillazioni del prezzo del gas.


Verso i prezzi zonali

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il graduale superamento del Pun a favore dell'applicazione dei prezzi zonali, modello già adottato in diversi mercati europei.

L'introduzione di prezzi differenziati per area geografica consentirebbe di riflettere meglio le condizioni reali della rete elettrica. Le zone caratterizzate da elevata produzione e minori congestioni potrebbero beneficiare di prezzi più bassi, mentre le aree con domanda elevata o infrastrutture più critiche potrebbero registrare valori superiori.

Si tratta di una riforma che Arera intende sviluppare con particolare attenzione, considerati gli effetti che potrebbe avere sui diversi territori.


Connessioni alla rete: nuove regole per accelerare gli investimenti

L'espansione delle fonti rinnovabili e della generazione distribuita rende necessaria una revisione delle norme che disciplinano le connessioni alla rete elettrica.

Il presidente dell'Autorità ha annunciato la volontà di realizzare un testo unico che riunisca le disposizioni oggi esistenti per produttori e clienti finali, introducendo anche strumenti per contrastare la cosiddetta saturazione virtuale della rete, causata da richieste di connessione che occupano capacità disponibile senza trasformarsi poi in impianti operativi.

La riforma punta quindi a due obiettivi principali:

·       favorire la rapida realizzazione dei progetti realmente cantierabili;

·       evitare che richieste speculative o non mature blocchino inutilmente la capacità della rete.

Più efficienza grazie a tecnologie e flessibilità

Prima di investire nella costruzione di nuove infrastrutture, Arera ritiene prioritario valorizzare quelle già esistenti attraverso soluzioni innovative.

Tra gli strumenti indicati figurano le tecnologie di potenziamento della rete (grid-enhancing technologies), i sistemi digitali di gestione, le soluzioni "non-wire", gli accumuli energetici e i meccanismi di flessibilità della domanda, capaci di ridurre le congestioni e migliorare l'utilizzo delle infrastrutture senza ricorrere necessariamente a nuove opere.


Investimenti sì, ma senza pesare sulle bollette

Nel suo intervento, Dell'Acqua ha ribadito che la regolazione dovrà incentivare gli investimenti mantenendo un equilibrio tra sostenibilità economica delle imprese e tutela dei consumatori.

In questo contesto assumono particolare rilievo strumenti come il Rore (Return on Regulatory Equity), utilizzato per valutare la redditività riconosciuta agli operatori regolati, e il Wacc (Weighted Average Cost of Capital), parametro che determina la remunerazione del capitale investito nelle infrastrutture energetiche.

L'Autorità ha inoltre precisato che eventuali piani straordinari di investimento dei distributori elettrici non comporteranno automaticamente incrementi tariffari a carico degli utenti.


Idrogeno e cattura della CO₂ tra le nuove competenze

Un ulteriore fronte riguarda lo sviluppo delle nuove filiere della transizione energetica.

Dell'Acqua ha ricordato che è in fase di completamento il decreto che assegnerà ad Arera il ruolo di autorità nazionale di regolazione per il settore dell'idrogeno. In prospettiva, le competenze dell'Autorità potrebbero essere estese anche alle infrastrutture dedicate al trasporto e allo stoccaggio della CO₂.

Secondo il presidente, l'idrogeno potrà rappresentare una soluzione importante nei comparti industriali difficili da elettrificare e nell'integrazione delle energie rinnovabili, purché il suo sviluppo proceda in modo coordinato con i sistemi elettrico e del gas, garantendo sempre la sicurezza degli approvvigionamenti.


Il commento di Elettricità Futura

Tra le prime reazioni alla Relazione annuale figura quella di Elettricità Futura, che ha condiviso l'analisi sulla vulnerabilità dell'Italia dovuta alla forte dipendenza dalle importazioni energetiche, ritenendola un fattore che continua a incidere sulla competitività del Paese.

L'associazione ha inoltre evidenziato che il confronto con Francia e Spagna riguarda esclusivamente il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica e non le bollette finali delle famiglie. Secondo i dati richiamati dall'associazione, nel 2025 il costo complessivo dell'elettricità per i clienti domestici ha registrato una lieve diminuzione, pari all'1,6%.

Infine, Elettricità Futura ha sottolineato l'importanza di preservare l'equilibrio economico delle imprese del settore elettrico, ritenendo che margini adeguati siano indispensabili per sostenere gli investimenti richiesti dalla transizione energetica.


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