3,3 miliardi per riqualificare gli edifici più vulnerabili

3,3 miliardi per riqualificare gli edifici più vulnerabili


Il nuovo Piano sociale per il clima mette sul tavolo quasi 3,3 miliardi di euro per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici e degli immobili delle microimprese considerate vulnerabili. Una parte delle risorse sarà inoltre destinata alle famiglie in difficoltà che devono affrontare i costi legati all’elettrificazione dei consumi.

Il Piano, approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, prevede complessivamente 9,346 miliardi di euro di interventi nel periodo 2027-2032. La componente destinata agli edifici vale 3.295,23 milioni: 1,95 miliardi saranno utilizzati per l’edilizia residenziale pubblica, 1,25 miliardi per gli immobili delle microimprese vulnerabili e 95,2 milioni per favorire l’elettrificazione delle utenze domestiche.

Gli incentivi potranno arrivare a coprire il 65% delle spese ammissibili. Tra le opere finanziabili rientrano nuovi serramenti, pompe di calore, fotovoltaico abbinato ad accumulo, solare termico e sistemi di gestione intelligente degli edifici. Non è invece previsto il finanziamento del cappotto termico.


Un Piano da oltre 9,3 miliardi

Il programma italiano nasce nell’ambito del Regolamento europeo 2023/955, che ha istituito il Fondo sociale per il clima con l’obiettivo di sostenere le famiglie e le attività economiche maggiormente esposte agli effetti della transizione energetica e dell’ETS2.

La dotazione complessiva raggiunge 9.346,77 milioni di euro. Di questi, 7.010,08 milioni derivano dal finanziamento europeo, mentre 2.336,69 milioni costituiscono il cofinanziamento nazionale.

La parte più consistente, pari a 4.626,54 milioni, sarà destinata al settore dei trasporti. Agli interventi sugli edifici andranno invece 3.295,23 milioni, mentre 1,34 miliardi finanzieranno misure di sostegno diretto al reddito e 85 milioni saranno destinati all’assistenza tecnica.

L'obiettivo è intervenire direttamente sulle cause della vulnerabilità energetica, riducendo nel tempo consumi e bollette attraverso lavori sugli edifici e sugli impianti.


Edilizia residenziale pubblica: 1,95 miliardi

La quota maggiore destinata agli immobili è riservata all’edilizia residenziale pubblica. Il Piano mette a disposizione 1,95 miliardi di euro per riqualificare edifici interamente di proprietà pubblica, dando priorità agli immobili con le peggiori prestazioni energetiche, in particolare quelli nelle classi F e G.

Il contributo potrà coprire fino al 65% delle spese ammissibili. Sono previsti anche interventi di riqualificazione complessiva realizzati attraverso ESCO, per i quali la copertura potrebbe raggiungere il 100% grazie alla combinazione con altri finanziamenti pubblici, nel rispetto delle norme sul cumulo e sul divieto di doppio finanziamento.

Per accedere alle risorse sarà necessario ottenere un miglioramento energetico minimo del 30% dell’indice EPgl,nren. Il risultato dovrà essere verificato attraverso l’Attestato di prestazione energetica prima e dopo i lavori.

Secondo le stime del Piano, gli interventi potrebbero interessare circa 15,6 milioni di metri quadrati di edilizia residenziale pubblica e coinvolgere oltre 220mila famiglie.

Microimprese: incentivi fino al 65%

Un ulteriore stanziamento di 1,25 miliardi riguarda gli edifici utilizzati dalle microimprese vulnerabili. Anche in questo caso la priorità sarà assegnata agli immobili con prestazioni energetiche più basse, in particolare quelli appartenenti alle classi F e G.

Il sostegno potrà arrivare al 65% delle spese, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato. Anche per queste strutture sarà necessario dimostrare una riduzione di almeno il 30% dell’EPgl,nren attraverso la certificazione energetica ante e post intervento.

Il Governo stima che potranno essere riqualificati circa 128mila immobili. Restano però da definire, attraverso i successivi provvedimenti attuativi, requisiti, modalità di accesso, procedure e criteri per l’erogazione dei contributi.


Quali lavori potranno essere finanziati

Il Piano concentra gli incentivi soprattutto sulle tecnologie capaci di ridurre i consumi e favorire l’elettrificazione.

Tra gli interventi previsti figurano:

·       sostituzione di finestre e infissi;

·       sistemi di building automation;

·       impianti fotovoltaici con accumulo abbinati a pompe di calore in classe A+++;

·       pompe di calore aerotermiche, geotermiche e idrotermiche;

·       impianti solari termici;

·       collegamento a reti di teleriscaldamento efficienti;

·       sistemi di microcogenerazione alimentati da fonti rinnovabili.

Per gli immobili delle microimprese potranno essere finanziate anche schermature solari e caldaie o generatori a biomassa con classe di qualità ambientale almeno pari a 5 stelle.


Il cappotto termico resta fuori

Una delle novità più significative della versione definitiva riguarda l’esclusione dell’isolamento termico delle superfici opache.

Il cappotto era presente nelle proposte iniziali sottoposte a consultazione, ma non è stato inserito nel Piano approvato. La motivazione è legata soprattutto al costo elevato dell’intervento: finanziarlo avrebbe consentito di raggiungere un numero inferiore di edifici e beneficiari.

La strategia definitiva punta quindi maggiormente su serramenti, impianti efficienti, pompe di calore, elettrificazione e fonti rinnovabili.


95,2 milioni per potenziare i contatori

Tra le misure rivolte alle famiglie vulnerabili compare anche un intervento specifico sull’elettrificazione dei consumi domestici, finanziato con 95,2 milioni di euro.

Il contributo potrà coprire fino al 100% dei costi necessari per incrementare la potenza del contatore, ad esempio passando dagli attuali 3 kW a 4,5 o 6 kW.

Potranno rientrare nel sostegno anche le spese tecniche e amministrative, gli eventuali adeguamenti minimi dell’impianto elettrico e i servizi di verifica e assistenza.

Nel complesso, il Piano prevede di raggiungere circa 866mila famiglie nel periodo compreso tra il 2027 e il 2032.


Arriva anche il Bonus sociale Energia Plus

Il Piano affianca agli interventi sugli edifici un nuovo sostegno economico per le famiglie: il Bonus sociale Energia Plus.

La misura dispone di 1,34 miliardi di euro per il quadriennio 2028-2031 e sarà rivolta ai nuclei familiari con ISEE fino a 25mila euro. L’importo sarà modulato anche sulla base della zona climatica, per tenere conto delle differenti esigenze energetiche del territorio.

Il bonus sarà applicato direttamente in bolletta attraverso una componente tariffaria negativa. La stima è di circa 4 milioni di famiglie beneficiarie ogni anno.

Il Piano prevede inoltre l’attivazione di una rete territoriale di sportelli destinati a fornire informazioni e assistenza sui temi della povertà energetica e dell’efficienza dei consumi. L'obiettivo è arrivare a 40 sportelli entro il 2028 e a 90 entro il 2032.


Un impianto diverso rispetto alla proposta iniziale

La versione definitiva del Piano presenta alcune differenze importanti rispetto alla proposta diffusa nel 2025.

È stato eliminato il precedente incentivo specificamente dedicato alla riqualificazione delle abitazioni private delle famiglie vulnerabili. Anche il reddito energetico per il fotovoltaico non viene più considerato una misura autonoma del Piano, ma viene ricondotto agli strumenti nazionali già esistenti.

Per le microimprese, inoltre, la percentuale di sostegno ipotizzata inizialmente fino al 100% è stata ridotta a un massimo del 65%.

Sono invece entrati nella versione finale il contributo per l’aumento della potenza dei contatori, il Bonus sociale Energia Plus e il potenziamento progressivo degli sportelli territoriali.

Gli incentivi non sono ancora operativi

L’approvazione del Piano da parte del Consiglio dei ministri non significa che sia già possibile presentare le domande.

Il programma dovrà completare l’iter europeo e sarà necessario attendere i provvedimenti attuativi che stabiliranno nel dettaglio beneficiari, requisiti, interventi ammessi, modalità di richiesta, soggetti incaricati della gestione e sistemi di controllo.

La maggior parte delle misure sarà operativa nel periodo 2027-2032. Fino alla pubblicazione delle regole applicative, pertanto, le risorse previste dal Piano non possono essere considerate un nuovo bonus immediatamente disponibile.


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